Bari Diary By Giuseppe Romito

Posted: April 8, 2011 in Bari 2011

   (Italian text then in English text)

Giovanni e Eyob  – 5 aprile 2011

Il primo incontro è incominciato. Si svolge all’“Agorà”, un bar del quartiere Madonnella di Bari. E’ incominciato con un po’ di confusione. Confusione non dovuta solo alla preparazione dello spazio, spostando le sedie e i tavolini del locale, ma anche dalla difficoltà che comporta il fatto di essere i primi e di incominciare qualcosa di nuovo; ma un giro di presentazione e qualcosa da bere bastano a “sciogliere” l’atmosfera. Conosciamo così i primi protagonisti del progetto: Eyob, bambino italiano di origine etiope, e Giovanni.

Giovanni rompe definitivamente il ghiaccio: “Vuoi imparare il mestiere che facevo io?”. Eyob è incuriosito, ma ancora un po’ insicuro sul modo in cui entrare in relazione con l’anziano e con gli altri che lo circondano: dovrà dare del lei o del tu? Giovanni gli spiega che guidava un tir e trasportava merce in vari paesi d’Europa. Il bambino ora è piacevolmente sorpreso; vuole sapere dove è stato, cosa gli è capitato, come sono quei luoghi. E ascolta di viaggi a Marsiglia, dove il tir del giovane Giovanni ebbe dei guasti al motore e di come fu difficile farsi capire dai marsigliesi, che parlavano una lingua diversa dal francese; di viaggi in Grecia e delle strade greche senza segnali d’indicazione; di viaggi in Spagna e delle differenze incredibili tra la cucina spagnola e quella di casa nostra. Eyob ascolta e mette a confronto le sue esperienze di vita con quelle del suo anziano interlocutore; si racconta; sogna, entusiasmato. Lara però sente che c’è qualcosa di statico in quest’atmosfera, soprattutto ora che il bambino, con una macchina fotografica, deve annotare ciò che questa esperienza gli sta insegnando. Improvvisamente, un’idea: se continuassimo l’incontro vicino al mare?

In effetti, il bar dista poco dal lungomare. Pagato il conto, ci dirigiamo verso il mare. Questo spostamento crea una nuova atmosfera, per niente fredda; anzi, assolutamente gioiosa e giocosa, che porta con sé qualcosa di familiare: sembra una scampagnata! I nostri protagonisti sono sul lungomare Nazario Sauro, davanti all’Albergo delle Nazioni. Seduti su una panchina, riprendono la conversazione interrotta. Il rumore delle automobili, il vento, il mare che s’infrange sulle onde non permettono di capire di cosa stiano parlando Giovanni e Eyob; ma l’atmosfera ora è più profonda, e sembra persino giusto che questo momento appartenga solo a loro. Il vento regala qualche parola: mare, paura, fascismo, guerra, morte, fantasmi.

Eyob riprende a scattare fotografie. Giovanni ci ha preso gusto e, mettendosi in posa, gioca a fare il divo. Ora però bisogna tornare in piazza Madonnella, vicino al bar. Anche se l’incontro è finito, Giovanni continua a essere un fiume in piena di energia, di espansività e di gioco. Un’ultima fotografia, qualche parolina ancora e tutti si rendono conto di quanto questa esperienza li abbia arricchiti, soprattutto Giovanni e Eyob, che si danno appuntamento a domani mattina per scrivere sul diario i momenti più suggestivi vissuti durante l’incontro.

The first meeting has begun. It is held to the ‘Agora “, a bar in the neighbourhood of Bari Madonnella started with some confusion. Confusion not only due to the preparation of the space, moving chairs and tables of the restaurant, but also by the difficulties involved in being the first and start something new, but a matter of presentation and something to drink enough to “melt” the atmosphere. We know that the early leaders of the project: Eyob, Italian boy of Ethiopian origin, and Giovanni.

Giovanni finally breaks the ice: “Do you want to learn about the job I was doing?” Eyob is intrigued, but still a bit unsure about how to relate with the elderly man and others around him: Giovanni explains that he drove a truck and transported goods in several countries in Europe. The child is now pleasantly surprised, he wants to know where he was, what happened to him, and  where all those places. And listen about when he travelled to Marseille, where the pull of the young Giovanni had the engine failure and how it was difficult to be understood from the people of Marseille, who spoke a language other than French, he travelled to Greece and the Greek roads without signs indicating; Travel in Spain and the incredible differences between the Spanish and the kitchen of our house. Eyob listens and compares his life experiences with those of his senior partner, it is said, dreams and enthusiasm. Lara, however, feels that something is static in this atmosphere, especially now that the child, with a camera, should note that this experience is teaching. Suddenly, an idea: if we continued the meeting by the sea?

In fact, the bar is just the waterfront. We paid the bill and head towards the sea. This shift creates a new atmosphere, not at all cold, indeed, absolutely joyous and playful, that brings something familiar: it looks like a picnic! Our protagonists are Nazario Sauro seafront, opposite of Nations. Sitting on a bench, take over the conversation. The noise of cars, the wind, the sea crashing on the waves do not allow us to understand what they’re talking about Giovanni and Eyob, but the atmosphere is now deeper, and even seems right that now belongs only to them. The wind gives a few words: sea, fear, fascism, war, death, ghosts.

Eyob starts to take pictures. Giovanni, posing, playing “the star. But now we must go back to square Madonnella, near the bar. Although the meeting ended, Giovanni continues to be a flood of energy, expansiveness and play. One last photo, a few words and yet they all realize how much this experience has enriched them, especially Giovanni and Eyob, who meet tomorrow morning to write in his diary the most beautiful moments experienced during the meeting.

Arcangelo e Arcangelo – 5 aprile 2011

Secondo incontro: l’anziano che deve fare coppia con il piccolo Arcangelo, bimbo italiano di madre albanese, non è arrivato. L’appuntamento è in un’osteria del borgo antico, uno dei punti di ritrovo più antichi di Bari, e lo testimoniano le fotografie e gli oggetti che arredano il locale (come un vecchio ferro da stiro e antiquate bilance da commerciante). La signora anziana che gestisce l’osteria ha capito il problema e presenta a Lara un suo cliente. Quest’uomo anziano si chiama Arcangelo, come il bambino: sembra un segno del destino! Lara spiega ad Arcangelo Senior in cosa consiste il progetto Boxing Bari, e l’uomo, dopo una prima titubanza, ha deciso di partecipare al progetto. Arcangelo Junior chiede ad Arcangelo Senior come si chiama: “Mi chiamo Arcangelo” “Quale Arcangelo?” “Questa è una bella domanda. Tu che Arcangelo sei?” “Arcangelo Raffaele.” “Anch’io sono Arcangelo Raffaele.” “… tu mi copi!”.

Gli arcangeli si sono seduti a un tavolino. L’atmosfera che si crea è fredda: l’anziano non è abituato ad avere degli occhi puntati addosso e a essere fotografato continuamente. D’altro canto il bambino non sembra molto interessato a entrare in rapporto con l’uomo, ha più voglia di andare a giocare. Dopo un po’ di difficoltà, Arcangelo senior racconta qualcosa di sé: è cresciuto a Genova; ha lavorato tutta la vita sulle navi, e così ha imparato a masticare un po’ d’inglese, un po’ di francese, un po’ di spagnolo; ha tre figli.

Lara consegna ad Arcangelo Junior la macchina fotografica. Il bambino dimostra di apprezzare il “giocattolo” e fotografa tutto ciò che lo incuriosisce: volti, tavoli, bottiglie, automobili, gatti… Fino ad arrivare ad Arcangelo Senior. L’anziano e il bambino hanno ora questo modo inusuale di entrare in relazione. Arcangelo Senior prende in giro il piccolo, ci scherza, e Arcangelo Junior sa stare al gioco. L’uomo adesso riesce a entrare in relazione con il bambino, e, pur mantenendo un atteggiamento scherzoso, riesce persino a raccontargli cosa ha mangiato a pranzo.

Arcangelo Senior, nella sua esuberante generosità, vuole offrire a tutti un trancio di focaccia barese e da bere. E adesso tutti sono seduti a un tavolo, attorno a un banchetto festoso, persino Arcangelo Junior. Questa condizione ha messo sicuramente più a suo agio l’anziano, e il suo modo scherzoso di stare con gli altri gli ha permesso di raccontare se stesso meglio che con le parole.

L’incontro è finito. Lara chiede ad Arcangelo senior di venire alla mostra in cui verranno esposti gli scatti migliori del Boxing Bari. Arcangelo senior è incerto e con tutta sincerità dice che non gli va. Dopo un po’ di insistenze, però, si lascia convincere e detta alla fotografa il suo numero di telefono. Quindi tutti lo salutano, fiduciosi di rivederlo presto.

Second meeting: the elderly couple that has to do with the little Arcangelo, Italian child’s mother Albanian, has not arrived. The appointment is a tavern in the old town, one of the oldest meeting places in Bari, and witness the photographs and objects that decorate the room (like an old-fashioned iron and balances merchant). The elderly lady who runs the inn has understood the problem and presents Lara her new suggestion. an elderly man named Arcangelo, as the child looks like a sign! Lara with Arcangelo explains what the project to the Senior about Boxing Bari,  after an initial hesitation, decided to join the project. Junior & Senior Arcangelos asks what he is to be called: “My name is Arcangelo” Arcangelo What? “” That’s a good question. You who Arcangelo Are You? “” Arcangelo Raphael. “” I too am Arcangelo Raphael. “” … You copy me. “
The arcangelos are seated at a table. The atmosphere created is cold: the elderly Arcangelo is not used to having the eyeballs and being photographed all the time. On the other hand, the child does not seem very interested in entering into a relationship with man has more desire to go play. After a little difficulty, Arcangelo senior says something about himself: he grew up in Genoa, has worked all his life on ships, and so has learned to chew a bit’ of English, a little ‘in French, a bit’ of Spanish has three children.

Lara delivers toArcangelo Junior the camera. The child shows to appreciate the “toy” and photographing everything that intrigues him: figures, tables, bottles, cars, cats … Until he gets to Arcangelo Senior. The old and the child now have this unusual way of relating. Arcangelo Senior mocks the small, jokes, and Arcangelo Junior knows to play the game. The man can now enter into a relationship with the child, and, while maintaining a playful attitude, even failing to tell him what he ate for lunch.

Arcangelo Senior, in his exuberant generosity, wants to give everyone a slice of cake and drink in Bari. And now everyone is sitting at a table, around a festive banquet, even Arcangelo Junior. This condition was certainly more comfortable than the old, and his playful way of being with others allowed him to tell himself better than by words.

The meeting is over. Lara asks Arcangelo senior to come to the exhibition which will be exhibited with the best shots. Arcangelo Senior said he is uncertain and with all honesty said that did not suit him. After a bit of persuasion, however, is convinced by the photographer and gave his phone number over to be invited. So we all say goodbye to him, trusting to see him again soon.

Michele e Minni –6 aprile 2011 

L’uomo anziano e la bambina sono in “piazza della pace”, sulla terrazza dell’Ipercoop di Japigia. Nessuno ha spiegato loro cosa fare, e loro non hanno chiesto niente a nessuno. Il posto che l’uomo ha scelto è immenso; lui e la bambina sono piccoli, lontanissimi. Camminano, mentre parlano; ed è impossibile raggiungerli. Anche l’obiettivo di Lara cerca di avvicinarsi, e loro si allontanano sempre di più. Non si riesce a capire di cosa stiano parlando. Camminando, sono arrivati alla fine della terrazza. Sullo sfondo, si scorge il mare.

Adesso è possibile avvicinarsi a loro, ma non si avvicina nessuno. Sembra quasi che sia giusto assistere a questo momento da lontano. Si riescono a distinguere alcune parole. Appoggiati al bordo della terrazza, stanno parlando del mare. L’uomo sta ricordando della sua paura del mare quando era bambino; la bambina confronta le sue esperienze, e racconta di essersi gettata subito in acqua, sin dal suo primo giorno al mare, senza pensarci.

Michele si volta verso Lara e dice “Minni è un fenomeno. E’ intelligentissima; e poi apprende subito”. Minni è italiana, di origine mauriziana. Adesso può documentare il suo incontro con Michele usando la macchina fotografica. Per lei è uno strumento nuovo, ci mette un po’ a capire come funziona; ma subito, capito il gioco, corre a fotografare il mare. Poi tocca a Michele; lo segue un po’, in giro sulla terrazza, sulle giostrine, fino ad arrivare all’ufficio di Michele. E’ uno degli spazi condivisi sulla terrazza dell’Ipercoop; un punto di ritrovo per anziani e per bambini che fanno doposcuola.

Michele parla dello spazio che ha scelto; è rammaricato perché è un bel posto, ma spesso frequentato da ragazzi poco disciplinati, vandali che danneggiano la struttura solo per fare una bravata divertente. Adesso saluta Minni: è contento che lei si senta italiana, e le ricorda di studiare sempre. Prima di allontanarsi, Lara, Minni e il papà della bambina lo invitano a prendere un gelato, ma è costretto a rifiutare, perché la dieta che deve seguire non glielo permette; ma augura di mangiare, e con buon gusto!

The elderly gentleman and the child are in “Peace Square”, on the terrace of dell’Ipercoop Japigia. Nobody told them what to do, and they did not ask anyone anything. The place that man has chosen is immense, and he and the Minni are small, far away. Walking while talking, and it is impossible to reach them. EvenLara tries to get close, but they are increasingly removed. I can not understand what they’re talking about. Walking, arrived at the end of the terrace. In the background you can see the sea.

Now you can get close to them, but we do not approach anyone. It almost seems that the time is right to see this from afar. We can distinguish some words. Leaning on the edge of the terrace, are talking of the sea. The man is remembering his fear of the sea when he was a child, the child compares his experiences, and tells of having once thrown into the water, since his first day at sea, without thinking.

Michael turns to Lara and says “Minni is a phenomenon. E ‘intelligent, and then learns quickly. ” Minni is Italian, originally from Mauritius. Now you can record his meeting with Michael using the camera. For her it is a new instrument, it takes a while ‘to understand how it works, but immediately understood the game, runs to photograph the sea. Then it’s up to Michael, she  follows a bit , around the terrace, on rides, up to the office of Michael. It is a space shared  on the terrace, a meeting place for elderly and children who go after school.

Michele talks about the space that he chose; regretted although it is a nice place, it is often attended by students and vandals who damage property only to make a fun stunt.

Now we greet Minnie  who is glad that she feels Italian, and remembers to always study. Before leaving, Lara, Minnie and father of the Minnie  invite Michele  to get ice cream, but is forced to refuse, because the diet to be followed will not allow it, but wishes he could eat and with such a good taste!

Tina e Milena — 6 aprile 2011

La quarta coppia del progetto ha qualcosa di differente rispetto alle precedenti: è formata da una donna anziana e una ragazzina. E’ la prima volta che la persona adulta della coppia è una signora. C’è la curiosità di sapere quale sarà il suo modo di rapportarsi con la bambina.

L’appuntamento è sul sagrato della chiesa di San Giuseppe, al quartiere Madonnella. Lì Tina sta aspettando che arrivi Milena, ragazza di origine mauriziana. La ragazza è un po’ in ritardo, e questo sembra un po’ irritare Tina; ma quella che sembra seccatura, in realtà è solo energia repressa: appena arrivata Milena, Tina, che è un vulcano di entusiasmo contagioso, ci trascina nella chiesa di San Giuseppe, e ci mostra bellezze sconosciute di un posto forse sottovalutato. Molti baresi, in questa situazione, si scoprirebbero turisti nella propria città.

La chiesa ha dei dipinti e degli affreschi straordinari; e la donna ci tiene a raccontarci la storia dell’affresco sul soffitto dell’altare: prima dell’ultimo restauro, lì c’era dipinto solo un cielo stellato, ma nel curare l’affresco i restauratori hanno visto apparire una mano, e cercando sotto la pittura si sono visti apparire una figura antropomorfica che rappresenta Dio. Questo dipinto era stato realizzato da un pittore inglese, molti anni fa. In questo momento Tina sta facendo un po’ da cicerone e non sta aprendo la sua “scatola autobiografica”, ma la sua voce trasmette un’emozione che sicuramente racconta molto di se.

Ci spostiamo a un bar lì vicino, il “bar primavera”. Sedute a un tavolino, una di fronte all’altra, le due donne si raccontano. E Tina parla della povertà, di quella che ha dovuto vivere e vedere durante l’infanzia; si commuove ricordando una sua amica, povera e malata di poliomelite, che lei, pur se bambina, cercò di aiutare, donandogli parti del proprio pranzo e della cena. Milena, invece, gli confessa che gli piace l’Italia, ma che preferirebbe trasferirsi alle Mauritius.

Milena scatta alcune foto. Adesso c’è la curiosità di sapere quale immagine avrà scattato per testimoniare il suo incontro con Tina; quale immagine porterà con sé e che rappresenterà questa donna dal carattere così forte ma dai sentimenti così teneri.

Milena e Tina si salutano e si danno appuntamento per l’incontro conclusivo del progetto. La ragazza si allontana, ma l’energia della donna non si è ancora esaurita, e continua a raccontarci di sé: del marito parrucchiere e della sua lotta per portare qui cosmetici naturali e sani. Che peccato che Milena adesso non ci sia!

The fourth pair of the project has something different than the previous: it is composed of an elderly woman and a girl. It ‘s the first time that the adult of the pair is a lady. There is the curiosity to know what will be his way of dealing with the child.

The appointment is in the churchyard of St. Joseph, the district Madonnella. There is waiting for Tina to arrive Milena girl of Mauritian origin.  Tina, who is a volcano of contagious enthusiasm, drags us into the church St. Joseph, and shows us unfamiliar beauty of a place perhaps underestimated. Many of Bari, in this situation, it turns out tourists in their city.

The church has some amazing paintings and frescoes, and the woman he wants to tell the story of the fresco on the ceiling of the altar before the last restoration, there was only painted a starry sky, but in treating the fresco restorers have seen a hand appear, and looking under the painting have appeared a figure that represents an anthropomorphic God This painting was made by an English painter, many years ago. Right now Tina is doing a little ‘to guide and is opening its “autobiographical box, but his voice sends an emotion that definitely says a lot about herself.

We move to a nearby bar, the “spring bar.” Sitting at a table, facing each other, the two women tell their stories. And Tina speaks of poverty, one that had to live and see in childhood, is moved by recalling one of her friends, poor and sick with polio, which she, even if a child tried to help, giving parts of their lunch and dinner. Miles, however, confesses that he likes to Italy, but would prefer to relocate to Mauritius.

Milena snap some pictures. Now there is the curiosity to know what image will be taken to witness his meeting with Tina, as the image will bring this woman and that will be so strong by nature but by the feelings so tender.

Milena and Tina will greet and meet for the final meeting of the project. The girl goes away, but the energy of the woman has not been exhausted, and continues to tell us about herself: her husband’s hair and his struggle to bring this natural beauty and healthy. What a pity that Milena is not there!

Tommaso e Gerum – 7 aprile 2011

Non è facile raccontare la propria storia; soprattutto seduti a un tavolino, assediati dai flash dei fotografi e circondati dagli sguardi dei passanti curiosi, in un’atmosfera decisamente artificiale. Molti anziani, negli incontri precedenti, hanno esordito con un “io, raccontare la mia storia? E che cosa devo dire?!”; e Lara ha ricordato loro che il tema (facoltativo) dal quale possono incominciare a parlare è il cibo.

E il cibo ha accompagnato l’intero incontro della coppia di oggi. Tommaso è stato un insegnante dell’istituto alberghiero “Armando Perotti” di Bari e ha deciso di incontrare proprio nella sua vecchia scuola il piccolo Gerum, ragazzino di origine etiope. Subito Tommaso racconta la storia dell’istituto, mostrandoci: la foto di Aldo Moro durante l’inaugurazione del plesso scolastico nel 1975; la sala che nel 1984 ospitò una tappa della visita di Giovanni Paolo II a Bari; l’immagine del primo preside che, a tutti i costi, volle la nascita dell’istituto “Armando Perotti”.

Tommaso porta infine tutti nella sala-cucina, dove gli studenti imparano a cucinare, e ci fa assistere allo spettacolo mozzafiato della nascita di piatti prelibati. Gerum, già armato di macchina fotografica, riesce a cogliere, immortalando gli allievi dell’istituto all’opera, i ricordi di Tommaso insegnante. Gli allievi del Perotti sembrano ricambiare la simpatia per il timidissimo Gerum.

Adesso Tommaso e Gerum sono seduti a un tavolino, sempre nell’istituto ma lontani da tutti. Sanno di che parlare. Il ragazzino, nel suo diario, ha persino svolto un tema sulla cucina in Etiopia. L’uomo è stato insegnante per più di cinquant’anni, ed è ovvio che entri in relazione con il ragazzino correggendogli il compito. Gli parla di come si cucina a Bari, della focaccia, patate riso e cozze, fino ad arrivare al ragù della domenica. “Perché il ragù, quando ero piccolo io, si mangiava solo la domenica”. E’ stato un attimo, ma quella frase, quel preciso ricordo ha emozionato Tommaso, ed è bastata quell’emozione per raccontare tutta la sua infanzia.

Salutiamo Tommaso e Gerum. L’incontro è finito, ma lasciano l’istituto allontanandosi insieme. Non sapremo di cosa parleranno, ma sicuramente il ricordo di un odore o di un sapore riuscirà a dare voce alla loro anima.

It is not easy to tell his story, especially sitting at a table, besieged by flashing cameras and surrounded by the curious glances of passers by, it is very artificial. Many older people, previous meetings have begun with an “I tell my story? And what can I say? “, And Lara reminded them that the theme (optional) from which they can begin to talk about is food.

And the food has accompanied the whole meeting of the couple today. Thomas was a teacher at the hotel “Armando Perotti in Bari and decided to meet his old school in his little Gerum, a boy of Ethiopian origin. Now Thomas tells the story of the institution, showing: the photo of Aldo Moro during the inauguration of the school complex in 1975, the hall in 1984 hosted a leg of the visit of John Paul II in Bari, the image of the first headmaster at all costs, wanted to institute the birth of “Armando Perotti.

Thomas eventually leads everyone in the room- a kitchen, where students learn to cook, and makes us watch the breathtaking spectacle of the birth of delicious dishes. Gerum, already armed with a camera, captures, capturing the students of the work, the memories of Thomas teacher. The students seem to reciprocate Perotti sympathy for the timid Gerum.

Now Thomas and Gerum are sitting at a table, but always in the institution away from everyone. They know that talking. The boy, in his diary, he even played a theme to the kitchen in Ethiopia. The man was a teacher for over fifty years, and it is obvious that he enter into relationship with the boy by correcting the task. The talk about how to cook in Bari, the cake, rice, potatoes and mussels, up to the sauce on Sunday. “For the sauce when I was little I ate only on Sundays.” It ‘been a while, but that phrase, I remember that very excited Thomas, and that emotion is enough to tell his whole childhood.

We welcome Thomas and Gerum. The meeting is over, but leave the institution away together. We will not know what they’re talking, but surely the memory of a smell or taste will be able to give voice to their souls.

Annina e Beti  – 7 aprile 2011

L’incontro tra Annina e Beti è l’ultimo del progetto “boxing Bari”. Annina gestisce l’osteria dove il 5 aprile si è svolto l’incontro fra Arcangelo e Arcangelo. La signora ama stare seduta su una sedia davanti al locale, su una delle strade del borgo antico, dove tutti la riconoscono e la salutano. Ed è qui che decide di incontrare Beti.

Annina le racconta la sua giovinezza, del suo amore per “Nardino” (Leonardo), vicino di casa di cui si innamorò a tredici anni, che sposò e con il quale ebbe due figli e aprì l’osteria. S’intenerisce ricordando il figlio che, da piccolo, le allagò il locale di vino, mentre diceva “io voglio fare il mestiere di papà”.

Beti annota tutto sul suo diario, e ricorda quando da piccola, in piscina, stava per annegare, ma per fortuna è stata salvata dal papà. La bambina sembra condividere l’amore della donna per quella strada, che subito immortala con la sua macchina fotografica, fotografando portoni, finestre, ma anche passanti.

Annina ora fa vedere il locale a Beti. Le mostra la foto del nonno, una persona sempre allegra e giocosa e che tutti chiamavano “fra diavolo”. Prima di salutarla, le offre dei tarallini e una lattina di aranciata. L’ultimo incontro è passato, calmo, nel tepore del tempo mite e illuminato da una luce perfetta per rubare, con uno scatto, le emozioni di un ricordo.

The meeting between Annina and Beti is the last of the “Boxing Bari. Annina runs the pub on April 5 meeting was held between the Archangel and Archangel. The lady loves to sit on a chair in front of the room, across the street of the old town, where everyone recognizes her and salutes. It is here that she decided to meet Beti.

Annina tells her about his childhood, his love for “Nardino” (Leonardo), next door to where he fell in love at thirteen, married and with whom he had two sons and opened a tavern. Recalling that softened his son, a child, the flooded the local wine while saying “I want to do the job of father. “

Beti writes everything down in her diary, and remembers when she were small, in swimming, drowning, but luckily was saved by her father. The girl seems to share the love of woman on this  road, which immediately captures with her camera, taking pictures of doors, windows, as well as passers-by.

Annina goes inside to show Beti. She shows the photo of his grandfather, a person always happy and playful, whom everyone called “between the devil. ” Before leaving, she offers the tarallini and a can of orange juice. The last meeting was passed, calm, mild weather in the warmth and illuminated by a perfect light to steal, with one click, the emotions of a memory.

END

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